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Adozioni internazionali: due milioni di euro di tagli in tre anni

Il commento di Adozione 3.0 di cui fa parte anche "Lo Scoiattolo": “Assurdo. Anziché aumentare, i fondi diminuiscono, in un momento storico in cui, invece, le famiglie italiane hanno un bisogno disperato di supporto alla genitorialità”

Roma, 7 novembre 2019 – 542 mila euro nel 2020, oltre 610mila euro nel 2021 e oltre 933mila euro nel 2022: ammontano a circa due milioni di euro in tre anni i tagli previsti dal Bilancio di Previsione 2020-2022 dello Stato al Fondo Adozioni. Tagli che vanno a incidere su un settore che sta già affrontando diverse criticità, con un calo delle adozioni internazionali che, di anno in anno, è sempre più pesante.

Tale scelta, da parte dell’esecutivo, ha generato le vive proteste della cabina di regia di “Adozione 3.0”, che raggruppa 49 dei 51 enti autorizzati in Italia all’adozione internazionale. “Assurdo – il commento della cabina di regia – anziché aumentare, i fondi per le adozioni diminuiscono, in un momento storico in cui, invece, le famiglie italiane hanno un bisogno disperato di supporto alla genitorialità, di qualsiasi tipo essa sia”.

“Questa scelta – prosegue “Adozione 3.0” – è preoccupante perché segnala, nonostante le recenti e positive affermazioni del ministro Bonetti sulla necessità di rilanciare l’istituto dell’adozione, un proseguimento nella pratica dell’atteggiamento di disinteresse verso questo settore. Le famiglie italiane, invece, vanno sostenute e incoraggiate, perché, dal canto loro, hanno sempre mostrato disponibilità all’accoglienza e a quel grande gesto d’amore che è l’adottare un figlio. La ‘gara di solidarietà’ che si è scatenata per il piccolo Giovannino, il bimbo abbandonato dopo il parto all’ospedale Sant’Anna di Torino, ne è la dimostrazione più lampante”.

Adozione 3.0 si adopererà presso i parlamentari (la finanziaria entra ora in fase di discussione) per evitare non solo il taglio, ma per chiedere un aumento proprio in considerazione del rilancio della denatalità.

PER INFORMAZIONI

Segreteria Operativa “Adozione 3.0”

Cell. 339 4631587

Adozione 3.0

Nasce “Adozione 3.0”: 49 enti e una cabina di regia per rilanciare l’adozione internazionale

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DEDUCIBILITA' SPESE POST ADOZIONE INTERNAZIONALE

Sono deducibili se le verifiche post adozione sono stabilite da un accordo con il paese d'origine.

Con la Risoluzione n° 85/2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito quando è possibile detrarre le spese post adottive in caso di adozione internazionale.
L’articolo 10, comma 1, lett. l-bis) del TUIR, stabilisce che si deduce dal reddito complessivo, se non è deducibile nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formarlo, “il cinquanta per cento delle spese sostenute dai genitori adottivi per l'espletamento della procedura di adozione […]”.

L’adozione internazionale
L'adozione internazionale dei minori, provenienti da Stati che hanno ratificato la Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, può avvenire solo con le procedure e gli effetti previsti dalla Legge n° 184/1983.

Gli aspiranti all'adozione, che abbiano ottenuto il decreto di idoneità pronunciato dal tribunale dei minorenni, devono conferire incarico a curare la procedura di adozione ad uno degli enti autorizzati dalla Commissione per le adozioni internazionali. A tale ente spetta certificare, nell’ammontare complessivo, le spese sostenute dai genitori adottivi per l'espletamento della procedura di adozione.

In passato l’Amministrazione Finanziaria, con la risoluzione n° 77/2004, ha chiarito che è possibile dedurre le spese in argomento a prescindere dall’effettiva conclusione della procedura di adozione e indipendentemente dall'esito della stessa.

Spese deducibili
Sono deducibili tutte le spese sostenute, debitamente documentate e certificate dall'ente autorizzato, finalizzate all'adozione del minore quali, ad esempio, quelle riferite all'assistenza che gli adottandi hanno ricevuto, alla legalizzazione dei documenti, alla traduzione degli stessi, alla richiesta di visti, ai trasferimenti, al soggiorno, all'eventuale quota associativa nel caso in cui la procedura sia stata curata da enti.

La procedura di adozione
La procedura di adozione si conclude con l'acquisizione dello status di genitore adottivo mediante la dichiarazione di efficacia in Italia, da parte del competente tribunale per i minorenni, del provvedimento di adozione emesso dall'autorità straniera, qualora l'adozione sia stata pronunciata nello Stato estero prima dell'arrivo del minore in Italia.

Nel caso in cui l’adozione si perfeziona dopo l'arrivo del minore in Italia, il tribunale per i minorenni riconosce il provvedimento emesso dell'autorità straniera come affidamento preadottivo, e stabilisce la durata dell’affido in un anno. Decorso tale termine, se il trattamento della famiglia che lo ha accolto è ancora conforme all'interesse del minore, viene pronunciata l’adozione.

Spese per incontri post adottivi
Con specifico riguardo alle spese relative agli incontri post adottivi per la verifica del corretto inserimento del minore, non sono deducibili le spese sostenute per i “reports post adottivi”, cioè quelle connesse agli incontri successivi al provvedimento di adozione. Questo poiché tali incontri rappresentano un onere per i genitori adottivi rientrante nel generico dovere di mantenere, istruire ed educare i figli a fronte del quale l'ordinamento tributario riconosce la detrazione per carichi di famiglia.

Nell’ambito della procedura di adozione internazionale, alcuni Paesi di origine dei minori richiedono l’elaborazione di relazioni periodiche sulle condizioni del minore adottato e sul livello di integrazione nella nuova famiglia, anche dopo l’acquisizione dello status di genitore.

Accordi internazionali
Dai predetti accordi internazionali discende l’impegno a trasmettere informazioni sull'inserimento del bambino nel nuovo contesto familiare e sociale, periodicamente e secondo le scadenze indicate negli accordi. Per adempiere tale obbligo, gli enti autorizzati acquisiscono dagli adottanti un’apposita dichiarazione che li impegna, per l’intero arco di tempo previsto dall’accordo internazionale con il Paese estero da cui proviene il bambino, a fornire agli enti stessi le notizie necessarie per predisporre tali relazioni.

Pertanto, solo nel caso in cui sulla base dell’accordo stipulato con il Paese di origine del minore, i genitori adottivi siano tenuti ad effettuare le verifiche post adozione, le spese relative alle predette verifiche, in quanto adempimenti necessari per l'espletamento della procedura di adozione, sono deducibili ai sensi del citato articolo 10, comma 1, lett. l-bis), del TUIR.